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12 settembre 2007
Atreju 2007 – Il ’68 tra processo e celebrazione
C’era Renzo Foa, condirettore di Liberal, già dell’Unità. C’era Marcello De Angelis, senatore di An e direttore della rivista Area. C’era Mario Capanna, ex sessantottino di professione, ex rivoluzionario chic per vocazione. C’era Giampaolo Rossi, presidente di Rai Net e, per noi cittadini di Tocqueville, soprattutto il mitico Anarca. Era il dibattito “in prima serata” nel primo giorno della Festa di Azione Giovani, Atreju.

Doveva essere un processo al ’68, è stato più che altro un amarcord. Con Capanna in versione Fidel Castro che non riusciva più a mollare il microfono. (Era dal ’68 che non gliene davano più uno?)

Divertenti gli aneddoti, bella l’analisi. Ma, a dispetto delle parole critiche, quel che colpiva era la luce che leggevi negli occhi di alcuni dei relatori. Una luce da “formidabili quegli anni”. E in fondo anche nello sguardo dei ragazzi di Azione Giovani che stavano lì ad ascoltare si leggeva un certa invidia: il 68, il 77… allora sì che la politica era emozionante. Sarà… ma KrilliX continua a preferire l’apatia alle strade macchiate di sangue.  Non è stata l’epoca d’oro della politica. E’ stata una follia collettiva. Capanna forse s’è divertito, quelli che c’hanno rimesso le penne un po’ meno.




permalink | inviato da KrilliX il 12/9/2007 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
12 settembre 2007
9/11 - Il pericolo di ammorbidire il ricordo
Dovremmo ricordare l'11 settembre nella sua cruda realtà, proprio come dobbiamo ricordare gli altri orribili eventi della nostra storia, perché in qualche modo, il ricordo,spinge la coscienza umana a trovare il modo di evitare che l'orrore si ripeta. Ma se si censura troppo il ricordo, se si cercano troppi eufemismi per quel che accadde, allora si deruba la gente della capacità di riviverlo e si riduce la motivazione interiore a prevenire tragedie del genere in futuro.

L'Italia ha già cominciato ad ammorbidire il ricordo. Ieri solo La7 aveva il palinsesto della prima serata dedicato all'11 settembre.





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11 settembre 2007
Veltroni, Fabiani e la nuova stagione
Il ministero dell'Economia ha designato Fabiano Fabiani, 77 anni, per sostituire Angelo Maria Petroni nel Cda della Rai.

Fabiano Fabiani è presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea Spa, la municipalizzata dell'energia elettrica e della fornitura idrica di Roma, e consigliere amministrativo di Suez Environment, società del gruppo Suez che si occupa dei servizi di acqua e inquinamento.

Fabiani, classe 1930, è stato nel 1978 direttore centrale dell'Iri, poi dal '79 all'81 amministratore delegato della Società Autostrade e dal 1981 al 1997 manager di Finmeccanica dove ha ricoperto prima il ruolo di direttore generale, poi di amministratore delegato e infine, dal 1995, di presidente.

In Rai ha già lavorato per 23 anni
fino alla carica di vice direttore generale. Assunto con il famoso concorso del 1955 in cui entrarono anche Umberto Eco, Gianni Vattimo e Furio e Colombo.

Dicono che la nomina vanti l’impronta digitale, non solo del suo amico Romano Prodi, ma anche di Walter Veltroni
. Quello della nuova stagione. Per fortuna. Se l’operazione avesse avuto l’imprinting della vecchia stagione chi avrebbero nominato, Enrico Cuccia e Amintore Fanfani?



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7 settembre 2007
La cuccia di Alesina e Giavazzi
“Viene da pensare che il coraggio, la forza di intraprendere, la competitività, la meritocrazia, l’individualismo che sono i principi fondanti della pratica liberale, siano stati consigliati e riservati a tutti gli italiani, con la sola esclusione degli autori del testo. Per Alesina e Giavazzi nessuna competizione, è più semplice accucciarsi nella casetta comoda e calduccia della sinistra. Hanno capito l’opportunità di sottomettere le idee ancora rivoluzionarie dei liberisti al giogo del politicamente corretto. La sinistra d’ora in poi non solo sarà liberale, ma anche liberista. Il libro è pessimo, ma è molto furbo. Avrà un certo successo. D’altronde se Fassino e Veltroni nei loro interventi scomodano Einaudi, c’era da aspettarselo che due liberisti doc utilizzassero il pannicello caldo della sinistra”.

AMEN

Dalla recensione di Nicola Porro -  Il Giornale-
Il Liberismo è di sinistra – “Il Saggiatore




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6 settembre 2007
Lavavetri a Mosca
Dice Giuliano Amato che occorre sbrigarsi a fare una legge che metta a posto i lavavetri perché sennò qualcuno farà una legge fascista.

Perché "fascista"? Forse una legge comunista funzionerebbe anche meglio. Avete mai visto un lavavetri a Mosca sulla Piazza Rossa durante la dittatura comunista sovietica?



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