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27 dicembre 2007
Il tabù del Muro di Berlino

Il Muro di Berlino venne costruito dagli americani, l'economia tedesco-orientale era forte come quella della Germania ovest, Konrad Adenauer era un politico della Ddr. Queste sono solo alcune delle stupefacenti risposte date dagli studenti della 10. e 11. classe del Brandeburgo (corrispondenti al secondo e terzo anno delle superiori in Italia). Lo studio dell'Università di Berlino è stato condotto tra il 2006 e il 2007 per testare la preparazione di 750 studenti del Land del Brandeburgo sulla Germania prima della riunificazione.

Oltre la metà degli studenti intervistati non conosceva l'anno della caduta del muro di Berlino (54,4); appena un terzo sapeva che il Muro era stato costruito dalla Ddr; uno studente su tre pensava che Konrad Adenuauer e Willy Brandt fossero politici della Ddr. Secondo il 70% di loro la qualità della vita nella Bundesrepublik prima del 1989 non era tanto migliore di quella ad Est. L'affermazione: "La Ddr non era una dittatura" è stata contestata da meno della metà dei ragazzi.

La causa di questi cattivi risultati viene addebitata dai ricercatori non tanto a carenze del programma didattico, o alla cattiva preparazione degli insegnanti del Land, quanto piuttosto al fatto che per molti di loro parlare della vita durante la Ddr resti ancora un tabù.

Il tabù esiste di certo, per carità. KrilliX l’ha sperimentato direttamente nell’estate del 1990 quando girando per Berlino chiedeva a passanti e negozianti dove fosse il muro e si sentiva rispondere: “Mauer? Welche Mauer?” Muro, quale muro.

KrilliX però è convinta quel che rende i giovani tedeschi così mal preparati sulla loro storia recente sia qualcosa di peggio della voglia di dimenticare le sofferenze di quegli anni.

 I ragazzi tedeschi non sono semplicemente ignoranti, non è mancata loro l’informazione.

E’ molto peggio di così. L’informazione c’è stata, l’insegnamento pure. Ma è stata un informazione distorta, un insegnamento fraudolento. Nelle mani di una classe intellettuale, giornalistica e di una generazione d’insegnanti sessantottini proni alle menzogne della sinistra europea.

Gente che sbagliato tutto sposando la causa del socialismo reale. E che ancora oggi preferisce impiccare il modello americano occidentale e salvare quello comunista sovietico.

Intellettuali, giornalisti e insegnanti mentono, sapendo di mentire. O semplicemente omettono le informazioni più importanti. Ma la trovano una soluzione più onorevole che ammettere di aver sbagliato tutto.




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18 dicembre 2007
Calciopoli è una montatura

Eppoi dici che il cugino si butta a destra.




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17 dicembre 2007
Colpo di scena Speciale
Mentre Prodi e Padoa Schioppa si incontrano per capire che pesci pigliare dopo l’ennesima batosta arrivata dal Tar, il generale tira lo scherzo. Scrive al presidente della Repubblica, rassegna le sue dimissioni da comandante della Guardia di Finanza e poi chiama l’Ansa per comunicare ufficialmente che si è dimesso.

Chissà come ci saranno rimasti male Romano e Tps: da due giorni si stavano caricando a vicenda e si preparavano a partire a testa bassa ipotizzando un secondo round contro il generale. Carte, avvocati, precedenti . E ancora una dichiarazione di guerra pronunciata dal premier nel salotto di Fazio e consulti al consiglio di stato. Il tutto tra le critiche aspre della stessa maggioranza.

Un inutile weekend di lavoro.




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13 dicembre 2007
Appunti di storia contemporanea

 “For you kids out there too young to remember, Al Gore is a vaguely gay, morbidly obese former Clinton administration official who raised campaign cash from Buddhist monks and claimed he invented the Internet”.

Ovvero: quando si dice il dono della sintesi.


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10 dicembre 2007
Autoreferenzialità / 3

“All'inizio erano meno di cento, pochi pionieri, raccolti intorno alla rivista Ideazione. La città non aveva neppure un nome, poi c'è stato una specie di referendum, qualcuno diceva Right Nation, qualcun altro West Village, alcuni volevano la parola destra o moderati o liberale. Ha vinto il filosofo francese della democrazia in America. Ora la città conta quasi 1.300 abitanti (blogger), raccoglie 18mila contatti individuali al giorno ed è controllata da una società a responsabilità limitata. Le scelte strategiche dei cittadini sono spesso più innovative di quelle dei leader politici nazionali, qui l'idea di un partito delle libertà sul modello dei repubblicani americani non appare come una follia. Ma restano i quartieri, ognuno con la sua storia e la propria identità”. Lo scrive Vittorio Macioce, oggi, sul Giornale che dedica a Tocqueville, il più grande e innovativo aggregatore di blog di centrodestra, le pagine 6 e 7.

La storia, ormai triennale dei “Volontari delle idee” la racconta nelle stesse pagine Andrea Mancia.

Se il Popolo della Libertà già prospera nella Rete, perché non dovrebbe cavarsela anche nel mondo reale?




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2 dicembre 2007
Anche il popolo della libertà, nel suo piccolo, si mobilita

Ai sinistri sembrerà una banalità. Ma chi conosce il popolo dei moderati e dei liberali, sa quanta fatica costi alla maggioranza silenziosa alzare la voce, camminare fino ad un gazebo, mettersi in fila, concedere la propria firma.

E allora ecco i dati della mobilitazione (la seconda in 2 settimane!).

1 milione 176 mila pre-iscrizioni al nuovo partito.

3 milioni di votanti ai gazebo allestiti in tutta Italia.

Scusate se è poco.

Ps. Il 53% ha scelto il “Popolo della Libertà” e  il 47% il “Partito della Libertà”. La creatura si chiamerà popolo.


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permalink | inviato da KrilliX il 2/12/2007 alle 21:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
2 dicembre 2007
Dedicato a chi... “Berlusconi sbrocca all’improviso”

“Siamo qui per mandare a casa il governo Prodi.

Siamo qui per impedire alle sinistre di impoverire materialmente e moralmente l'Italia.

Siamo qui per protestare contro la politica di questo governo.

Siamo qui per guardare al futuro per un nuovo grande partito della libertà”.

“Nella nostra concezione, prima vengono gli elettori, le donne, gli uomini e solo dopo i partiti e i loro leader. La nostra idea dei partiti è quella che nascono dai cittadini legati ai valori. E' il popolo che sceglie il leader, non i leader che scelgono il popolo”.

Silvio Berlusconi

Roma, 2 dicembre 2006
Piazza San Giovanni


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permalink | inviato da KrilliX il 2/12/2007 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
1 dicembre 2007
Ammazza, che inciucio!

La Rai del cinquennio berlusconiano raccontata da Dada Ordnung, via Politicrack.




permalink | inviato da KrilliX il 1/12/2007 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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