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29 ottobre 2007
Scoop. Così il Pd rinuncia al Nord
La querelle è di quelle che risvegliano il puro istinto del cronista negli inviati parlamentari.

Come si chiameranno tra loro gli adepti del neonato partito democratico?
Come inizieranno i loro discorsi dal podio al prossimo congresso o convegno?
"Care compagne, cari compagni" come piacerebbe agli orfani del vecchio Pci?
Oppure "Care amiche e cari amici" come sognano gli eredi della vecchia Democrazia Cristiana?
O forse "Care democratiche e cari democratici" come suggerisce qualcuno?

Niente di tutto ciò.

Non “compagni”, che sembrerebbe d’inchinarsi alla solita ansia di egemonia comunista.
Non “amici”, che fa troppo prima repubblica.
E nemmeno “democratici” che, implicando la non-democraticità di tutti gli altri, risulta politicamente scorretto.

E allora? Allora mio cugino ha trovato la soluzione. Ora i suoi lo guardano con ammirazione e lo portano in trionfo. Che i cronisti parlamentari ritornino a ronfare. “Ci chiameremo Cumpà”, mi ha detto Baz. “Lo so, lo so: vuol dire rinunciare definitivamente alla riconquista del Nord. Ma tanto già era un’impresa disperata… E così, almeno, facciamo simpatia agli emigranti”. 

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29 ottobre 2007
Il ritorno dei boat people palestinesi
Una carretta del mare carica di esuli palestinesi si è sfranta di fronte alle coste italiane. Era tempo che non si vedevano palestinesi tra i boat people. E’ chiaro che laggiù, in terra santa, le cose sono peggiorate. Lo dice anche Amnesty International nel suo ultimo rapporto sul Medio Oriente: i palestinesi vengono arrestati illegalmente e torturati; manifestanti pacifici e giornalisti attaccati e aggrediti.

Il rapporto di Amnesty International contiene atroci testimonianze di vittime di violazioni dei diritti umani che potete leggere in questo articolo di Dimitri Buffa per L’Opinione.

Nulla di nuovo sotto il sole, direte. Invece qualcosa di nuovo c’è. C’è che di questo ultimo rapporto di Amnesty non avete sentito parlare poi tanto. Perché? Perché tutto questo precipitare di violenza non è colpa degli ebrei, di Israele, del Mossad. Ma di Hamas, gli amici di D’Alema che hanno assunto il potere a giugno nella Striscia di Gaza.


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25 ottobre 2007
Corradino e l'effetto Katrina

Scrive Rainews24:

“Questa volta, la macchina della protezione civile, la FEMA, e dello Stato, guidato dal governatore Arnold Schwarzenegger, ha funzionato: alcuni attribuiscono la tempestività dell’intervento a fattori razziali. Dopo tutto, nella San Diego County la maggioranza dei residenti (il 66%) è bianca e benestante: in Luisiana fra le vittime di Katrina il 67% erano afroamericani e il 28% poveri.

E ancora:

“Questa volta, taglia corto il Washington Post, nessuno ha sottovalutato l’emergenza: oggi nella contea di san Diego dove sono andati in fumo 200mila ettari di vegetazione e sono state evacuate poco meno di un milione di persone, arriva il presidente Bush”.

Tanto sarcasmo – da parte della testata di Corradino Mineo e del WP – potrebbe essere fuori luogo. Appena 5 giorni fa, in Luisiana i cittadini hanno fatto fuori i democratici e hanno scelto come governatore il candidato conservatore: Bobby Jindal, 36 anni, figlio di immigrati indiani.

Delle due l'una: o i neri poveri che votavano democratico e abitavano in Luisiana sono tutti morti nell'uragano oppure chi è rimasto ha ritenuto i democratici responsabili della disastrosa gestione dei soccorsi post Katrina. Con buona pace di Corradino.


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23 ottobre 2007
Se vuoi la pace mangia i pop corn

Bin Laden ammette che la jihad sta andando a schifìo.

Il generale Petreus inanella un successo dietro l’altro in Iraq.

Clinton e Obama si scoprono bushiani di ritorno.

Intanto la sinistra italiana difende la pace mangiando pop corn alla prima di Rendition.


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22 ottobre 2007
Strage di Bologna: la pista araba e la censura sinistra
Oggi sul Giornale potete leggere un articolo di Gian Marco Chiocci. E’ uno scoop sulla strage di Bologna.

“Il governo Prodi  - si legge - mente sulla strage di Bologna. Incalzato da due interrogazioni parlamentari di Enzo Raisi (An) l'Esecutivo ha dato, di fatto, la netta sensazione di voler aiutare un terrorista di sinistra tedesco a crearsi un alibi a posteriori per la bomba alla stazione del 2 agosto 1980. A scoprire il bluff governativo sulla presenza nel capoluogo emiliano di Thomas Kram, legato all'estremismo arabo del network terroristico di Carlos «lo Sciacallo», è stato un blog di sinistra, curato da Gabriele Paradisi una sorta di poeta intellettuale bolognese che si è messo a spulciare minuziosamente le versioni ufficiali della procura rivelatesi piene di errori e contraddizioni”.

Insomma lo scoop è anche merito di un blogger e della sua tignosità nel cercare la verità. Quindi, leggete l’articolo di Chiocci. Ma leggete anche il post meticoloso di Paradisi dal quale l’articolo prende spunto. Scoprirete che il terrorista “Carlos e De Gennaro dicevano la stessa cosa: quel giorno, a Bologna, alla stazione, c'era un «compagno». E infine. Anziché accanirsi ossessivamente sui «fascisti» Mambro e Fioravanti la procura di Bologna forse avrebbe potuto scandagliare di più sul fronte arabo”.

PS. Blog come quelli di Paradisi rischiano di essere censurati grazie al disegno di legge Levi.


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15 ottobre 2007
Eppure l'idea è bella
Dite quel che vi pare, ma KrilliX rosica.
Avrebbe voluto avere le primarie pure lei.
Con i gazebi, le bandierine e l'ebolo di un euro.
Con le file, le polemiche, le scommesse sui dettagli insignificanti.
Con il vincitore scontato, i comprimari penosi e i candidati improbabili.
Le elezioni sono sempre una festa. E questa volta KrilliX non era invitata.



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12 ottobre 2007
Dopo le imitazioni di MVB, gli scherzi di Calabresi
Quando - nel “caos creativo” di sabato scorso – Michele ha portato alla postazione internet della Tv la prima cassetta di interviste girate all’entrata della Fiera di Roma, nessuno ci ha fatto caso. Sembravamo una catena di montaggio: Diego scaricava i video e li tagliava, Francesco li metteva on line, KrilliX faceva liveblogging per il blog della tv. Ad un certo punto qualcuno alle nostre spalle dice: “Maddai? Esiste un Circolo Ronald Reagan di Roma! Io mi iscrivo là”.

Non fosse stato per Diego, là per là, nessuno ci avrebbe fatto caso. Ma quel meraviglioso Anton Giulio Confalone,  imperversava troppo. In sala e fuori, di fronte alle telecamere di Michele e a quelle di Simone. E soprattutto l’avevamo visto ormai così tante volte e nei panni di così tanti personaggi che dai e dai… Diego ha cominciato a ridere come un matto e a vagare su YouTube alla ricerca degli altri scherzi.

Pensavamo che lo scherzo finisse là. Ma poi, lunedì, abbiamo scoperto che ha chiesto davvero l’iscrizione al Circolo. E ha mandato per fax persino i documenti. 

Ecco, ora, uno può anche avere avuto dei genitori così malvagi da chiamarlo Anton Giulio come il figlio di Furio nel film di Verdone.

Può anche accadere che, per scherzo del destino, nasca il 29 settembre come il Cav.

Può persino capitare che la sua carta d’identità cominci con 144 e somigli ad una hot line.

Ma è decisamente eccessivo che, dopo tutto ciò, abbia anche voglia di iscriversi ai Circoli della Libertà.

Ecco, noi aabbiamo spettato una settimana, curiosi di sapere fin dove sarebbe arrivato lo scherzo.
Ma ancora non dice niente e così ci siamo stufati: TANA per Paolo Calabresi


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12 ottobre 2007
Proprio il Nobel che t’aspetti

A Stoccolma devono essersi sbagliati, dice Federico un po' stupito. Invece no. Al Gore è in linea con il premio Nobel. Per quello della Pace, poi, è perfetto. Se ci pensate bene, l’ha vinto pure un terrorista come Arafat. Insomma, nessun premio è mai stato più ipocrita di quello svedese.

E sull’ipocrisia di Al solo gli struzzi o i liberal hanno dubbi. Dopo essere stato il fido lacché di Clinton, lo estromise dalla sua campagna elettorale contro Bush jr perché troppo compromesso con lo scandalo Lewinsky. Nel 2000, insieme alla Casa Bianca perse anche la trebisonda e divenne ossessionato dal suo rivale Bush jr. Tanto da scoprirsi pacifista dopo essere stato interventista ante litteram auspicando un regime change in Irak.

Qualche analista deve avergli suggerito di focalizzare l’attenzione su qualcosa di diverso da Bush per guarire dalla depressione post elettorale. E siccome chiodo scaccia chiodo, Gore si trovò un’altra ossessione: quella del riscaldamento globale. Un’ottima idea: chic, spendibile, mediatica, internazionale. Grazie alla nuova mania smise di auto commiserarsi, riconquistò le luci della ribalta. Vinse persino l’Oscar. Finalmente era alla pari di Moore.

Non aveva ancora alzato la statuetta che il Nashville Electric Service rendeva pubblici dei dati piuttosto divertenti. Raccontava che la casa di Al Gore (venti camere da letto, tre saloni, piscina coperta e anche scoperta) consumava più elettricità in un solo mese di quanta ne consumasse una famiglia americana media in un anno. Una bella figuraccia per uno che, nel suo documentario (?) “An Inconvenient Truth”, premiato con l'Oscar faceva appello agli americani perché riducessero i consumi elettrici nelle loro case.

Al Gore ha lo stesso vizio della sinistra mondiale. Pretende che il popolo sia virtuoso, ma si guarda bene da seguire le regole che vorrebbe imporre agli altri. Un po’ come  Padoa Schioppa. Insomma, è un quaquaraqua, perfetto per il Nobel. 


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12 ottobre 2007
Padoa non Schioppa, acchiappa
36mila euro netti al mese. E a lui che ama tanto le tasse si applica l'aliquota che tutti vorremmo: il 9,75%.
Ma dico: non si potrebbe venirgli incontro e affibbiargli un bel 45%?



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10 ottobre 2007
Facci sa perché
Facci dice che occorre firmare una petizione. E’ lunga-lunga, scritta piccola-piccola. Troppo faticoso per approfondire. KrilliX non sa bene di cosa si tratti. L’unica cosa chiara e che si pretende che Facci chieda scusa per qualcosa. Il che basta e avanza.

Dunque si firmi! E si pretendano le scuse del Facci. Come la moglie cinese picchiata dal marito ogni volta che torna a casa, lui sa perché.

UPDATE. Comunque oggi leggetelo.




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